08/06/2008

chicche di Lelio/2...

Due sono i motivi di base che mi hanno portato a pubblicare pensieri e parole "altrui": il primo puramente ludico, ovvero il poter allegare la super foto (...), il secondo più professionale. Nell'intervista rilasciata a Punto Informatico vengono toccati molti dei punti affrontati durante le lezioni delle scorse settimane, un ottimo riassunto sul quale riflettere prima dell'esame.

Si parte da trasparenza ed interattività,  due concetti intesi come basilari per la creazione di un portale (quello del Governo nel caso specifico). Comunicazione istituzionale: servono semplicità e chiarezza, ed è indispensabile comunicare con i cittadini, non solo ai cittadini.

A seguire, l'importanza del rispetto delle norme di accessibilità, ovvero la capacità dei sistemi informatici nelle norme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari (vai al testo della Legge).

Si parla poi di uno "scrupoloso controllo dei contenuti", quelli pubblicati dai redattori del portale certo, ma c'è da scommettere che una precisa selezione all'ingresso toccava anche le mail in entrata. Controllo che comunque, al di là di testo in entrata o uscita, è necessario per mantenere alti "standard qualitativi".

 E il "Futuro prossimo". Quello che guarda con attenzione e interesse alle opportunità che offre il digitale anche in termini di telefonia mobile e di mezzo televisivo. Le tecnologie di domani, la continua rincorsa di un mezzo con un altro, prima la carta stampata che cercava di raggiungere la televisione, poi la televisione dietro internet, le radio che si vedono, l'era del digitale, i telefonini che ormai possono preparare anche il caffè, l' Iphone.

Infine i passi diretti all' open source, verso il softwere libero. Libero, come dovrebbe essere il mondo internet.

 

 

f9b8164f7b7f25194fc414f1427e32b2.jpgE una parentesi finale, uscendo dal settore della tecnologia, la apro per quella che identifico come LA frase di quest'intervista (al di là di chi l'ha pronunciata nel caso specifico): in riferimento al portale Italia.it viene sottolineato che <è una vicenda nella quale il nuovo Governo ha una competenza ereditaria>: niente di sbagliato per carità, è che ho sempre avuto un debole per accezioni di questo tipo che anno dopo anno, governo dopo governo, si ripetono sulle labbra dell'intervistato di turno. E raramente rimango delusa.

chicche di Lelio...

Interviste a tema...

 

Guarda il Video (la p.a. che si vede)

 

 

 

 

 

 

Ora, per soddisfare i requisiti di accessibilità (credo), aggiungo anche un'intervista "canonica" pubblicata da Punto Informatico il 23 luglio 2007... Ovviamente, siccome è trascorso un anno da quella data, ne è passata di acqua sotto i ponti e diverse cose sono cambiate...

 
Roma - Il web istituzionale italiano rispecchia l'incertezza di questi anni, e vive tra alti e bassi degni di dr. Jekyll e mr. Hyde. Se da un lato il sito Governo.it è tra più moderni per usabilità e quantità di contenuti, il portale Italia.it solleva da mesi ondate di comprensibile indignazione alle quali il governo tarda a dare risposte soddisfacenti, rallentato com'è dai tanti mugugni di Palazzo.

Punto Informatico ha incontrato Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione istituzionale e del Governo, per parlare delle condizioni del web statale e cercare di fare un po' di chiarezza.
Punto Informatico: Istituzioni online, ci sono novità?
Lelio Alfonso: Il portale del Governo è stato ripensato, attraverso due linee di concetto: la trasparenza e l'interattività. In un anno e due mesi abbiamo trasformato il sito in un vero portale, aprendolo a una serie di servizi che sono presenti in altre  realtà europee, ma non in tutte quelle italiane.
PI: Cosa significa questo, nella pratica?
LA: Dal 21 maggio scorso, insieme a una release grafica realizzata internamente e quindi a costo zero, diamo per esempio ai cittadini la possibilità di scrivere al Presidente e al Governo (riceviamo oltre 300 mail al giorno), di vedere i filmati commentati dai singoli ministri sulle riunioni del Consiglio, di ricevere una newsletter settimanale sempre più ricca e che ha circa 150mila iscritti.
L'attività del governo può essere seguita attraverso le news pubblicate in home page, così come nelle sezioni "Governo" e "Governo informa", in cui sono raccolti tutti i provvedimenti approvati, i comunicati stampa e i dossier.
Inoltre il sito è stato costruito secondo le norme di accessibilità previste dalle
WCAG 1.0, mentre tutti i file audiovisivi sono nei formati Real Player, Media player e QuickTime.

PI: Dove si trova fisicamente il sito?
LA: È ospitato presso la sala sistemi di produzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, gestita dal personale dell'Ufficio Informatica e Telematica della Presidenza stessa, e condivide le infrastrutture con gli altri siti e servizi gestiti dall'Ufficio.
In particolare governo.it è installato, insieme a circa altri 20 siti più piccoli, in un cluster composto da 2 nodi di front-end e 2 nodi di back-end.

PI: Quanto personale stipendiato si occupa della redazione?
LA: La redazione è formata complessivamente da meno di 10 persone tra redattori e tecnici, e lavora in sinergia con la Struttura di Comunicazione del Governo che io dirigo e gli uffici Web e stampa degli altri ministeri e della P.A.; fornisce anche una serie di contenuti per gli altri siti e dipartimenti della Presidenza.

PI: Sul versante controlli? Chi verifica i contenuti pubblicati?
LA: Tutti i contenuti sono sottoposti ad uno scrupoloso controllo e sono sempre verificati personalmente dagli autori o da chi ha ricevuto il compito di controllare i dati (internamente alla redazione o nella P.A. in generale). Questo in modo che i criteri standard di qualità e di controllo siano definiti con estrema precisione, e abbiano massima priorità.

PI: Quanti sono i documenti pubblicati sul sito attualmente?
LA: Il portale contiene circa 45.000 documenti tra pagine HTML e file PDF e accoglie mediamente 300.000 visitatori unici ogni mese.

PI: A proposito di visite. Ci dia qualche numero preciso.
LA: Nel 2006 il portale ha avuto circa 180 milioni di accessi. Il trend mensile è in costante crescita, sia nel numero di pagine viste, sia in quello di visitatori unici.
La durata media della permanenza è di 8 minuti, a conferma che non si tratta solo di sporadiche visite ma di vere e proprie navigazioni approfondite.
Ovviamente la maggior parte delle connessioni proviene dall'Italia, ma ci sono molti navigatori dagli Usa, dalla Svezia, dalla Gran Bretagna e ancora da Germania, Austria, Svizzera, Francia e Belgio. In questa classifica "globale" ci sono anche alcune sorprese, come i molti accessi dalla Corea del Sud.

PI: Quali sono gli argomenti che interessano di più gli utenti?
LA: Tra i provvedimenti più consultati, sicuramente in testa troviamo i decreti legge riguardanti i settori dell'economia e delle finanze e quelli sul lavoro e le politiche sociali.

PI: Parliamo del progetto "Sitiarcheologici", presentato a fine gennaio, che pubblica le precedenti versioni di alcuni siti istituzionali. Come si è svolto un lavoro documentale così importante?
LA: È stata una vera opera di "ricerca tecnologica", sulla quale ho lavorato in stretto raccordo con gli Uffici informatici della Presidenza. Sono stati loro, abilmente, a recuperare materiali che incredibilmente erano stati cancellati o male archiviati. A questa richiesta l'Ufficio Informatica e Telematica ha risposto con l'idea che accarezzava da tempo di mettere a disposizione di tutti la grande mole di materiale prodotto negli anni dai diversi Dipartimenti della Presidenza del Consiglio e conservato nei suoi backup.

PI: Costi reali dell'operazione? Avete usato consulenze tecniche esterne per recuperare il materiale?
LA: Il progetto tecnico è stato realizzato completamente da funzionari della Presidenza del Consiglio. Questo è stato possibile grazie al fatto che da sempre l'Ufficio gestisce internamente i propri sistemi, e perciò possiede il know-how e la memoria storica per ripristinare le funzionalità di sistemi anche piuttosto vecchi.

PI: Ma com'è che quest'idea è venuta solo adesso?
LA: È chiaro che ad ogni cambio di Governo si proceda ad una revisione non solo estetica di quanto fino a quel momento pubblicato. Meno chiaro, anzi inaccettabile, che si cerchi di cancellare il passato. Il Governo è un'istituzione che deve obbligatoriamente mantenere la sua memoria e metterla al servizio degli studiosi e dei cittadini. Sul versante della correttezza tecnologica c'è ancora molto da fare. Noi abbiamo dato questo contributo forte che permette anche di ricreare un po' la storia dei siti Internet dei governi dalla fine degli anni '90 ad oggi.

PI: Parliamo del futuro prossimo. Quali sono i progetti?
LA: Potrei rispondere banalmente con un "migliorare sempre più il servizio". E devo anche dire che si tratta di una banalità molto difficile da rispettare. Comunicare con correttezza e spirito unitario le attività di un Governo non è una cosa facile, ma è e deve essere una sorta di bandiera professionale. Abbiamo moltiplicato in un anno le pagine del portale (siamo ad oltre trentamila, continuamente aggiornate) e non intendiamo fermarci. È chiaro che lo sviluppo delle nuove tecnologie è tale che guardiamo con interesse alle opportunità che il digitale offre anche in termini di telefonia mobile e di mezzo televisivo.

PI: Questo per ciò che concerne l'istituzione centrale. Ma senza l'ammodernamento dei vetusti sistemi locali onestamente servirebbe a poco. C'è qualche previsione su quel fronte o siamo fermi?
LA: Stiamo lavorando per creare una rete informativa sul territorio che coinvolga gli enti locali e le prefetture per ampliare l'offerta comunicativa e creare rapporti dedicati con i cittadini sui temi e le istanze di maggiore importanza. Vogliamo inoltre potenziare sensibilmente il sistema di comunicazione interna, perché la P.A. ha "fame" di notizie ed è corretto che transitino direttamente in intranet e non solo attraverso i canali esterni. È una sfida culturale che credo sia giusto lanciare in questa fase. Insomma, i progetti non mancano.

PI: Governo.it è in regola con le norme di accessibilità previste dalla Legge Stanca, ma sono moltissimi i siti istituzionali ancora carenti sotto questo aspetto. A più di tre anni di distanza dalla sua approvazione, c'è stata una reale influenza di tale Legge nella P.A. o è l'ennesima occasione mancata?
LA: Tutte le leggi devono fare i conti con l'evoluzione della società. Nel caso di una legge che regolamenta l'innovazione tecnologica, questa diventa una necessità. La legge Stanca è stato un primo passo importante nella giusta direzione, ed è venuto il momento di implementarla, adeguarla e approfondirla. Prima di fare ciò, comunque, è fondamentale applicare fino in fondo ciò che la normativa prevede, e non solo in termini di accessibilità. Vi sono infatti enormi lacune da colmare nei comportamenti e nelle scelte "editoriali".

PI: Queste sono quasi tutte belle notizie, ma parliamo di una delle questioni irrisolte e più clamorose del web istituzionale, ovvero Italia.it, il portalone da vari milioni di euro poco accessibile, poco aggiornato, e opinabilmente progettato. Cosa intendete fare?
LA: Si tratta di una questione sulla quale è doveroso effettivamente fare chiarezza. Se le cifre che sono girate fossero effettivamente milionarie, la "rivolta" del mondo web sarebbe assolutamente legittima, per ragioni che non devo certo spiegare io. Quella di Italia.it è una vicenda nella quale il nuovo Governo ha una competenza ereditaria, trattandosi di un progetto approvato precedentemente: sia nella scelta dei partner, sia nella progettazione del sistema informatico-gestionale.

PI: Ok, ma nella pratica tutti quei soldi che fine faranno adesso?
LA: Il Dipartimento dell'Innovazione e quello del Turismo hanno ipotizzato un percorso che oggi sta vedendo i primi passi, migliorabili come per ogni cosa di questa importanza: ma nessun impegno di spesa è stato ancora preso in modo definitivo.

PI: Sarebbe un work in progress semi congelato, insomma?
LA: Credo che Italia.it vada giudicato nel tempo e considerando tutte le scelte precedenti. Il Governo, come dimostra anche la gestione del portale principale, ha scelto la strada dell'economia e si prepara ad abbracciare, è una notizia che mi fa piacere dare, l'open source.

PI: In che senso?
LA: Il software libero è uno degli esempi di come interpretiamo l'evoluzione della società italiana contemporanea. Nei prossimi mesi, infatti, governo.it trasformerà il suo content manager system proprio grazie alle tecnologie aperte.

A cura di Luca Spinelli

07/06/2008

Aggredita dai "fascisti"

Giovedì 5 giugno, ad una studentessa universitaria di Torino viene impedito di sostenere un esame perché "fascista". Lei. Un gruppo di una ventina di bravi ragazzi organizza un presidio davanti all'università, striscioni "stretti in pugno" e discutibili slogan tra le labbra: <Fascistella, te ne devi andare. Qui non puoi entrare>. Lei. Lanci di uova e insulti.

Colpa della studentessa, Augusta Montaruli, essere dirigente nazionale di An - Azione Giovani. Quindi tacciata di essere nazi-fascista (nel 2008!!) e, di conseguenza, indegna di entrare in facoltà.188b4f16ae34b1754649f1f7b97b484a.jpg

Beh, ma lo hanno fatto per buone ragioni...Per "ricordare" gli illustri precedenti: il 27 maggio, quando alla Sapienza di Roma si affrontarono studenti dei collettivi e giovani di Forza Nuova in seguito ad un dibattito sulle Foibe. E, due giorni dopo, il preside di Lettere, Guido Pescosolido, denunciò di essere stato sequestrato nella sua stanza per venti minuti da esponenti dei collettivi in protesta contro il convegno di Forza Nuova.

E i fascisti sono gli altri... 

Vai all'articolo (La Stampa)

04/06/2008

Ogni secondo nasce un blog...

694f1187bd5a4fbce79ab83e85e01ca1.gif
Ogni cinque mesi il numero di blog raddoppia a quanto pare. Ed io che non ne volevo sapere...

Secondo una ricerca della Firm Digital Marketing Services, le motivazioni principali che spingono ad animare un diario personale sono soprattutto di ordine psicologico. I bloggers cercano, attraverso questa esperienza, soprattutto una terapia, un sostegno e un aiuto (il 48,7%). Poi c'è la folta schiera dei bloggers socievoli, quelli animati dal desiderio di restare in contatto con parenti e amici (il 40,8%), e una significativa quota (il 16,2%) di aspiranti giornalisti.

Solo il 3,2% pare sia spinto da ambizioni di celebrità e il 7,5% crea un blog per esporre le proprie opinioni politiche. Il 65,7% scrive un po' di tutto. Molto gettonato il tema famiglia (62%) e tutti gli argomenti che ruotano intorno all'universo degli hobby (47,3%).

L'effetto trainante delle mode è l'altro elemento che viene sottolineato dallo studio: i blog sono un fenomeno dilagante e il potere del passaparola, sia nell'animarli che nel visitarli, è fondamentale. 

(da "Il quotidiano" di Maurizio Boldrini) 

 

03/06/2008

Quale privacy?

 

64b3d06a9da6b59a8b9582f55968c14b.jpgTorniamo sull’argomento perché se fino a poco tempo fa la privacy era una questione tutta “personale”, cui ognuno pensava da sé, oggi è un tema a dir poco spinoso. Oggi, di privacy, si occupa il Governo ed è una materia complicatissima: la legge “c’è” e il Garante deve decidere se viene interpretata correttamente (ma detta così potrebbe sembrare semplice… invece…). Ed a complicare giorno dopo giorno la questione, a supportate i dannati media che ficcano il naso dappertutto, ci si sono messe anche le tecnologie. Già, in fondo mi dispiace ammetterlo, ma sono loro la forza del mondo attuale e di quello di domani. Privacy da una parte, tecnologie e media dall’altra… sfida interessante…

Il codice sulla privacy è entrato in vigore solo da alcuni anni, dal primo gennaio 2004,  a disciplinare il trattamento dei dati personali effettuato da chiunque si trovi nel territorio dello Stato. E anche la semplice raccolta di un indirizzo è un trattamento di dati personali. Questione non facile in una realtà nella quale, a fronte di un “diritto all’immagine”, città e negozi  sono tappezzati di telecamere, le intercettazioni telefoniche sembrano routine, internet e il suo inarrestabile progredire di informazioni sono senza confini.

E in rete la privacy sembra a volte assumere due volti. Io posso tutelare la mia identità nascondendomi dietro un nickname ma, contemporaneamente, posso “chiacchierare” di chiunque. Poi tanto è possibile modificare ciò che ho scritto o addirittura eliminarlo. E dopo è necessario dimostrare che è stato pubblicato e comunque, in ogni modo, quella cosa può essere già stata letta da migliaia di persone.

Internet, teoricamente, non dovrebbe avere censure. Apertura totale. Ma, in concreto, accedendo a moltissimi siti ti trovi a dover scegliere: se non ti registri, se non fornisci i tuoi dati personali, lì non entri. E sono tanti quei “lì”. Dati, dati e ancora dati: sempre personali.b0b0ef2c0d5cf8f46aecbaf0d40defe9.jpg

Art. 21 della Costituzione: “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Come la rete, senza censure. Già. Ed anche il Garante se ne occupa evidenziando che “condizione essenziale per l’esercizio del diritto dovere di cronaca (è) la raccolta, la registrazione, la conservazione e la diffusione di notizie su eventi e vicende relativi a persone, organismi collettivi, istituzioni, costumi, ricerche scientifiche e movimenti di pensiero” e proprio perché attuate nell’ambito di tale attività giornalistica queste raccolte “si differenziano nettamente per la loro natura dalla memorizzazione e dal trattamento di dati personali ad opera di banche dati o altri” (www.garanteprivacy.it).

Ricapitolado.

Punteggio finale: Tecnologie e media 2 – Privacy 0

28/05/2008

privaSì privaNo

Il mio reddito on line??

Già, il mio, il tuo, quello dei tuoi genitori e dei vicini di casa. Tanto non abbiamo nulla da nascondere no? Questa è la risposta che mi hanno dato rapidamente le due persone che ho intorno in questo momento: <Trasparenza innanzitutto> sottolinea Andrea, <Non ho un reddito alto, quindi non c'è problema> aggiunge Francesco. Ah... la legittimità della pubblicazione è direttamente proporzionale alla quantità di euro del conto corrente ?? Glisso... E la trasparenza per cosa? Perché devo far sapere al mondo quanto posso permettermi di spendere ogni mese?? Brutta bestia la curiosità. Quando quei numerini sono stati pubblicati dall'Agenzia delle Entrate è scattata immediata la ricerca. Anche la mia, certo lo ammetto. Scelta della città, scelta dell'iniziale del cognome e via. Inevitabile. Coscientemente lo sai che <in fondo, non cambia nulla sapere il reddito di tal dei tali> ma lo vai a vedere ugualmente. E' come un riflesso incondizionato. Puf, senza accorgertene ti ritrovi a sfogliare dati di persone che magari non vedi da decenni. Così, tanto per fare. Morboso??

Ora. L'Agenzia delle Entrate sottolineava che quelli sono comunque dati pubblici facilmente reperibili, quindi non faceva differenza sbatterli on line. Discutibile, per lo meno a Parma dove ottenere fisicamente tra le mani le dichiarazioni è tutt'altro che semplice: chi sei, chi non sei, perché li vuoi, che titolo hai per chiederli, hai permessi, autorizzazioni dell'interessato eccetera eccetera. E spesso, comunque, è un buco nell'acqua... "Pubblici" forse è una parola un po' grossa. 

E sia.

Poi, il 6 maggio, scopriamo con enorme sorpresa (www.garanteprivacy.it) che  

"L'Autorità Garante per la privacy ha concluso l'istruttoria avviata sulla diffusione, tramite il sito web dell'Agenzia delle entrate, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani. Il Collegio (composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato), nel ribadire quanto già sostenuto nel provvedimento con il quale aveva immediatamente invitato a sospendere la pubblicazione on line, ha stabilito che la modalità utilizzata dall'Agenzia è illegittima. (...)

La decisione dell'Agenzia contrasta con la normativa in materia. In primo luogo, perché il Dpr n.600/1973 stabilisce che al direttore dell'Agenzia delle entrate spetta solo il compito di fissare annualmente le modalità di formazione degli elenchi delle dichiarazioni dei redditi, non le modalità della loro pubblicazione, che rimangono prerogativa del legislatore. Attualmente, per le dichiarazioni ai fini dell'imposta sui redditi, la legge prevede unicamente la distribuzione degli elenchi ai soli uffici territoriali dell'Agenzia e la loro trasmissione ai soli comuni interessati e sempre con riferimento ai contribuenti residenti nei singoli ambiti territoriali.

L'inserimento dei dati in Internet, inoltre, appare di per sé non proporzionato rispetto alla finalità della conoscibilità di questi dati. (...)"

Penso... Oddio ora che faccio cerco di dimenticare ciò che ho visto? E se non riesco?? Ok, mi rassegnerò a bruciare tra le fiamme dell'inferno... tanto neanch'io ho un reddito alto.

 

21/05/2008

sviste da giornalisti...

"SAN" FRANCESCO 

 

Francesco Parravicini. Tratto da L'Informazione del 19.05.08
 
 
Lo prendiamo per un chiodo fisso o per una carenza??? 

20/05/2008

domenica 18 maggio...


0f1a3bc1691938bfba9165572e49eb79.jpg 
ea9de051694a03fe3deb6c942ba969f9.jpg   come promesso aggiungo
                                 un paio di immagini....

19/05/2008

Grazie a Max e Paola...

Per Max 

La partita ti dico solo che è stata "speciale"... non mi sbilancio nel dire in che senso (ho il cuore a metà, interessi contrastanti, qualcuno mi toglierebbe il saluto!!)... Domani aggiungo un po' di fotografie del dentro e fuori lo stadio se riesco (quelle che piacciono a Paola, scattate davvero dal Petitot, in bilico da una finestra!)...
Per quanto riguarda invece la tua riflessione sulla "vita da mediano" penso che sia solo crudele... niente di "meraviglioso", come aggiungi tu, nel non riuscire a prendere, ed a tenere, una vera posizione. Come il pane senza Nutella. Come una barca fatta di carta, sottolineava una bella canzone. Infine, e smetto così di fare morale e psicanalisi da quattro soldi, se il calcio non ti dà più le emozioni di quando eri bambino forse non è tutta colpa del calcio... forse sei tu a non avere più il coragggio e la fantasia per sognare ed emozionarti come anni fa, come quando eri bambino.... Che dici??? Ciao, grazie del commento!

Per Paola


Grazie Paola, troppo buona... Non sarà anche un po' di affetto a farti parlare così dolcemente di me????? ... in fondo sono una mezza calzetta, o almeno utimamente questa è l'impressione.... Grazie Pa... Bacio grande

18/05/2008

post partita


un attimo dell'invasione di campo post partita..

 

 

parma - inter... Sette ore di "sport"

8e8fe18fd3f7ad8a147cbf9551930b6d.jpg
 
 
 
Ok... la partita della salvezza per il Parma e dello scudetto per l'Inter inizia tra circa tre ore...E' inutile tergiversare, devo seguirla per lavoro, i tifosi sono già tra le strade di Parma a scandire cori e sfoggiare magliette con slogan disparati...ed io non ho proprio la forza di scollarmi dalla sedia della scrivania... Capperi dovrò rimanere là, dentro e fuori dallo stadio, per almeno sette ore!!! Tra l'altro sono pure "schierata" e dovrò fingere indifferenza per non essere insultata da qualcuno che potrebbe prendere male il mio entusiasmo !! Uffa... Ve bene, inutile sigare, vado... Buona partita a tutti!!!